Federazione per Siracusa, “il vento di Scirocco spinga l’amministrazione verso un nuovo inizio”

Opposizione, nuovo gruppo in consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma Carmelo Fileti, Giancarlo Confalone, Franco Zappalà, Michele Mangiafico e Raimondo Raimondi, protagonisti della nuova Federazione per Siracusa.

Lo scirocco, il vento di mezzogiorno, caldo ed umido sta scuotendo Siracusa provocando tempeste e sconquassando coscienze, il confronto politico(!?) nel palazzo di città si è trasformato in una battaglia senza esclusione di colpi.

Il Consiglio Comunale non è più il luogo naturale in cui le forze politiche e/o i singoli consiglieri si misurano o addirittura si scontrano nell’interesse della città, ma si ha la sensazione che si è andati oltre, non riusciamo a comprendere ancora cosa ci aspetti oltre la tempesta ed allora la tentazione di rimanere immobili ed aspettare che tutto si chiarisca è forte, non a caso Camilleri riteneva “Lo scirocco come uno dei momenti più belli che possano essere concessi all’uomo” in quanto per l’appunto lo obbliga a stare immobile ed a contemplare.
Ma dentro di noi cresce forte un sentimento di ribellione di fronte allo svilimento ulteriore della istituzione comunale, il sentimento di distacco e indifferenza dei siracusani per il palazzo ed i suoi inquilini si avverte a fior di pelle e, si badi bene, non si fa più differenza, nella cosiddetta gente comune, tra giunta, consiglieri di maggioranza o minoranza o financo con il dirigente comunale, “sono tutti una combriccola” questo è il giudizio popolare.
Come non dare, quindi, ragione ad Erri De Luca quando afferma “lo scirocco non è un vento ma una rabbia”, una rabbia crescente che apparentemente può assumere la veste dell’indifferenza ma che poi si trasforma in ribellione magari favorendo i vari populismi che si presentano al momento giusto.
E’ persino ovvio affermare il sacrosanto diritto del singolo consigliere comunale, come d’altronde quello del singolo cittadino, assumendosene le responsabilità, di denunciare alla pubblica opinione e se lo ritiene all’autorità competente, ogni fatto e circostanza di cui viene a conoscenza e che secondo il suo giudizio costituisca violazioni di norme di leggi o della necessaria etica politica ed è inaccettabile che all’esercizio di tale diritto qualche mente deviata e certamente delinquenziale faccia seguire atti intimidatori.
Per le ragioni sopra espresse esprimiamo piena solidarietà al Consigliere Comunale Sig.ra Simona Pinciotta, la quale ha lanciato le proprie denuncie a viso aperto.
Riteniamo, altresì, altrettanto sacrosanto il diritto alla propria difesa da parte di chi viene accusato e di tutelare la propria persona in ogni sede che riterrà opportuna se a sua volta ritiene di essere stato chiamato in causa senza alcun fondamento.
Non ci annoveriamo tra quelli che ritengono in ogni caso salvifico l’intervento della magistratura, ma nutriamo un profondo rispetto per le istituzioni e siamo certi della terziarità dell’operato della magistratura medesima alla quale chiediamo, nei limiti del possibile, di essere celere nell’accertare i fatti e se dovessero emergere rilievi di natura penale di arrivare il più velocemente possibile a sentenza.

Premesso quanto precede facciamo appello alla sensibilità delle forze politiche presenti all’interno del Consiglio Comunale, al Sindaco ed alla sua Giunta, alla Istituzione Consiglio Comunale perché comprendano che oramai si è definitivamente interrotto ogni rapporto di fiducia con la popolazione e l’incaponirsi nel continuare a tenere surrettiziamente in vita l’attuale esperienza si traduce in una drammatica crisi dell’istituzione democratica periferica.
Bisogna avere il coraggio di un nuovo inizio, al punto in cui siamo occorre ridare la parola al giudice di ultima istanza che in democrazia si chiama POPOLO, chiunque della oramai finita esperienza ritiene di avere bene operato, Sindaco in primo luogo, si sottoponga al giudizio popolare.

Se così non fosse non ci stupirebbe un risolutivo intervento anche verso lo scioglimento degli organismi comunali da parte o del Prefetto o della DIA.
Solo così si potrà andare oltre e lavorare per una nuova esperienza la più inclusiva possibile nell’esclusivo interesse di Siracusa e dei siracusani”.

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