Nuova intimidazione a Simona Princiotta, la solidarietà del mondo politico

Nella notte tra sabato 2 luglio e domenica 3 l’auto in uso al figlio di Simona Princiotta, consigliera comunale di Siracusa in prima linea nella denuncia contro presunte attività illecite del comune, ha subito un tentativo di intimidazione dopo quello, riuscito, del 2014 le cui indagini hanno portato alla recente archiviazione di tre consiglieri comunali di Siracusa.

La solidarietà della città e della politica ha subito raggiunto la consigliera, direttamente o attraverso le redazioni dei giornali.

“Vogliamo dire forte e chiaro a chi con la violenza tenta di sopprimere le libertà che Simona non è sola”. A parlare, a nome di Progetto Siracusa, è l’avvocato Ezechia Paolo Reale. “Certo non condividiamo tutte le sua scelte, ma siamo incondizionatamente al suo fianco nelle sue coraggiose richieste di fare luce e chiarezza su alcuni aspetti della gestione del Comune che appaiono torbidi.
Da sempre Progetto Siracusa porta avanti, tra mille difficoltà ed ostacoli, la sua battaglia per ottenere risposte su alcune anomalie rilevate nelle assegnazioni di contributi e servizi.
Continueremo con maggiore forza e determinazione, sperando che questo possa anche essere di conforto a Simona che nel suo partito sembra trovare ostacoli, e non supporto.
La nostra non è una solidarietà di facciata, ma un impegno preciso. Già nell’agosto dello scorso anno con il nostro consigliere Salvo Sorbello siamo stati i soli ad esprimere solidarietà a Simona Princiotta, in occasione dell’attentato precedente.
Per quanto riguarda questo nuovo vile attentato, ora la parola passa agli organi inquirenti.
Lunghe indagini relative al primo attentato hanno permesso di accertare chi non ne era responsabile. Non basta: bisogna sapere chi è il responsabile di tali gesti e chi ne è il mandante.
L’incendio di autovetture di rappresentanti politici nella provincia di Siracusa non è un fatto nuovo, ma mai si è giunti all’identificazione di un responsabile.
Non vorremmo che si sottovalutasse un fenomeno così odioso che mira ad estirpare le radici della libertà con l’intimidazione ad un rappresentante della comunità eletto dai cittadini.
Siracusa non merita questa barbarie”.

Una presa di posizione decisa sin da subito per l’onorevole Pippo Zappulla che, intervenendo con una nota sembra aver già individuato con certezza i motivi dell’atto: “Non bisogna essere particolarmente arguti per capire il collegamento tra le recenti vicende giudiziarie, con il clima incandescente, e l’ennesimo vile atto intimidatorio direttamente riconducibile alla consigliera del Pd, Simona Princiotta. Voglio ribadire la mia vicinanza personale e politica a Simona e al contempo auspico che finalmente si alzi forte e convinto il sostegno unitario di tutte le forze politiche e sociali della città. Perché si possono condividere o meno i toni, ma è indubbio che le iniziative assunte da Simona Princiotta puntano ad affermare la cultura e la pratica della legalità e della trasparenza”.

“Disagio e stupore” espressi invece dal sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo: “Apprendo con stupore e vivo disagio la notizia della tanica e della macchina del figlio della signora Princiotta. Auspico che la Procura indaghi con celerità senza trascurare nessuna pista investigativa. Considerando le esperienze precedenti, mi auguro che nessuno strumentalizzi sino a quando non verrà fatta chiarezza”.

“Sono molto dispiaciuta di quanto accaduto a Simona Princiotta ed esprimo una radicale condanna verso questo gesto”. A dichiararlo l’On. Sofia Amoddio, deputato nazionale del Partito Democratico. “Auspico che la magistratura faccia al più presto luce sulle responsabilità”.

Interviene come è giusto che sia anche il segretario provinciale del Pd, Alessio Lo Giudice: “Ho appreso dell’atto chiaramente intimidatorio subito questa notte dalla consigliera Simona Princiotta. Esprimo, a nome del Partito Democratico, la mia solidarietà incondizionata nei confronti della consigliera e mi auguro che siano al più presto individuati i responsabili.
Qualsiasi atto, a maggior ragione se violento, volto a ostacolare la libertà di ciascuno di noi, deve essere condannato. Nessuno, e per nessun motivo, può pensare di soffocare il dibattito pubblico, anche quando questo assume toni aspri, con minacce e atti di violenza.
Purtroppo, nella nostra città, atti intimidatori gravi, come in questo caso, e apparentemente meno gravi, come in altri casi, si stanno ripetendo. È il triste segno di un degrado etico del tessuto della nostra comunità. La condanna unanime di simili condotte vale anche a garantire che tutti i cittadini e i rappresentanti istituzionali possano continuare ad esercitare la propria libertà di espressione e di azione politica. Ed è necessario un risveglio civico che conduca tutti, a prescindere dalle proprie convinzioni politiche, a impegnarsi per un riscatto morale di Siracusa”.

“Prendiamo atto di quanto accaduto questa notte fuori dall’abitazione del consigliere Princiotta, vittima, ancora una volta, di un gesto intimidatorio ed esprimiamo una radicale condanna verso chi ha tentato di dare alle fiamme l’auto della consigliera” – lo dichiarano l’onorevole Vinciullo e i consiglieri Castagnino ed Alota.
“Anche noi, purtroppo, in passato siamo stati soggetti ad atti intimidatori quando ignoti si introdussero all’interno dello studio del consigliere Castagnino. In quell’occasione nessuno mostrò solidarietà, purtroppo, per quanto accaduto. Non possiamo, quindi, che essere vicini alla consigliere Princiotta con la speranza che la magistratura riesca a fare luce sull’accaduto”.

Questa la dichiarazione di Massimo Milazzo: “A nome mio personale e di tutti gli aderenti al movimento Sistema Politico dichiaro di essere vicino alla consigliera Simona Princiotta per il grave atto intimidatorio perpetrato nei suoi confronti. Diventa prioritario comprendere quali interessi sono stati toccati ed hanno reagito con il barbaro strumento della violenza. Diventa fondamentale fare pulizia a Siracusa”.

L’ultima dichiarazione che riportiamo arriva da Michele Mangiafico, Cetty Vinci e Sergio Paparo: “Scriviamo affinché il silenzio non accompagni quanto accaduto a Siracusa con l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti della consigliere comunale Simona Princiotta. In questo senso, offriamo la nostra voce, quella della consigliere comunale Cetty Vinci e il nostro impegno civile quale forza di opposizione all’animo ferito della coraggiosa e battagliera Simona affinché possa sentirsi meno sola e possa immaginare ancor più lontano – semmai ne abbia preoccupazione – il tentativo di venire isolata nella sua istanza di giustizia”.

A margine di tutti questi interventi, anche la redazione di Siracusa Online è vicina alla consigliera Princiotta e alla sua famiglia, auspicando un rapido ed efficace esito delle indagini da parte della Magistratura.

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