Non c’è pace per Simona Princiotta: nella notte un’altra intimidazione

Vicenda incredibile, preoccupante e pericolosa quella che riguarda la consigliera comunale di Siracusa Simona Princiotta vittima, per due notti di seguito di atti di intimidazione.

E ancora una volta la società civile e la politica sono scese in campo a sostegno della consigliera con numerose dichiarazioni e comunicati.

“La notizia del tentato atto intimidatorio ai danni del figlio della consigliera, Simona Princiotta, mi ha suscitato un certo sgomento”. A parlare è Francesco Pappalardo, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Siracusa. Nel condannare questo ignobile gesto e fiducioso che la magistratura possa individuare celermente i responsabili, non posso che esprimere la mia solidarietà alla consigliera”.

“Solidarietà a Simona Princiotta per il nuovo segnale intimidatorio pesantemente inflittole e condanna netta per quanti pensano con questi gesti di contribuire all’imbarbarimento della politica”. Queste le parole dell’onorevole Marika Cirone Di Marco. “La buona politica ha in se gli anticorpi per fermare mani e menti criminali,ovunque si annidino, la giustizia tutte le condizioni per fare chiarezza presto e bene, ridando serenità alla comunità e alle persone colpite , duramente messe alla prova”.

“Questa notte, ancora una volta, gravissime intimidazioni sono giunte nei confronti della Consigliera Comunale Simona Princiotta, colpendola in ciò a lei più caro: i figli. Lo dichiarano l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS ed i Consiglieri Comunali Salvatore Castagnino e Fabio Alota.
Questa notte si è raggiunto il massimo delle intimidazioni possibili in quanto si è deciso di intimorire i figli, quasi tutti minori, di Simona Princiotta, proprio perché è evidente che la si vuole ridurre al silenzio e impedire di svolgere la sua attività politica e di denunciare tutto ciò che ella ritiene dannoso per la città di Siracusa.
Ognuno di noi, hanno proseguito Vinciullo, Castagnino e Alota, deve essere messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie idee, i propri pensieri e di svolgere la propria attività politica senza censura, ma, soprattutto, senza intimidazioni.
Arrivati a questo punto, crediamo sia indispensabile che la Prefettura adotti misure straordinarie di tutela della libertà e della vita di Simona Princiotta e soprattutto dei suoi figli.
Simona è una donna che ha sempre dimostrato di avere coraggio, l’unico modo per tentare di fermarla era quella di minacciare la sua famiglia, i suoi figli.
Crediamo che Simona non si farà intimorire, hanno concluso Vinciullo, Castagnino e Alota, ma occorre tranquillizzare lei e i suoi figli e solo attraverso azioni di controllo straordinario del territorio in cui Simona vive e dei luoghi che frequenta potrà essere ridata a Simona quella fiducia di cui in questo momento ha bisogno”.

“Sull’ennesimo vile attentato intimidatorio alla consigliera comunale Simona Princiotta ribadisco la necessità di alzare un muro unitario e politicamente trasversale che impedisca ogni violenza, ogni tentativo di ledere la dignità e la libertà di ognuno ad esprimere la propria opinione”. Così interviene l’onorevole Pippo Zappulla. “La dinamica dell’atto rappresenta un chiaro e gravissimo metodo mafioso e mi auguro che ognuno senta dentro il bisogno e la necessità di gridare il proprio no all’imbarbarimento del clima politico.
La mia vicinanza personale e politica a Simona Princiotta è cosa nota e quindi a lei non ho altro da dire se non confermare il mio sostegno concreto l’invito a non abbassare la guardia, a non cedere, ad andare avanti nella battaglia intrapresa. L’escalation di intimidazioni, di atti volgari e violenti degli ultimi giorni testimonia che le sue denunzie e le sue battaglie hanno toccato nervi scoperti e altarini occultati.
Di fronte ad aggressioni così gravi e profonde che attentano oltre che alla sicurezza personale anche alla serenità e tranquillità della famiglia, ogni piccolo distinguo non ha senso e in me prevale la piena consapevolezza della gravità della vicenda e a Simona Princiotta consegno il mio pieno e convinto sostegno, personale e politico.
E a chi non coglie l’occasione per applicare la nobile arte del tacere, rammento che per la macchina bruciata due anni fa davanti casa non si sono trovati i colpevoli materiali ma la stessa relazione degli inquirenti sostiene che è fondato pensare che sia collegato all’attività politica. Io spero sempre che si trovino autori e mandanti di quel gravissimo atto, così come di quello di ieri notte ed altri ancora. Mi chiedo, però, se alla politica non inquieta e indigna il fatto di sapere che una consigliera comunale subisce intimidazioni, attentati di varia natura per la sua attività. La libertà, la dignità e il no alla violenza dovrebbe unire tutti i siracusani e la classe dirigente della città.
Per fortuna molti hanno fatto sentire la loro voce solidale, aspetto lo facciano tanti altri ancora. Confesso di non avere apprezzato la mancata solidarietà del Sindaco (che ho cercato di individuare inutilmente nel suo comunicato) a cui colgo l’occasione di fare sapere che nel caso volesse mantenere la promessa della querela non rinunzierò certo al piacere che mi vorrà dare e quando occorrerà non mi avvarrò delle prerogative parlamentari dell’immunità. Così come ritengo utile precisare che la mia storia e i miei principi di democratico e di uomo di sinistra mi consegnano forti e immodificabili i valori del garantismo e dello stato di diritto. Quindi nessun integralismo giustizialista può e deve emettere sentenze di colpevolezza a prescindere. Al contempo di fronte a 22 avvisi di conclusioni d’indagine con richieste di rinvio a giudizio non condivido mielose e patetiche assoluzioni più o meno mediatiche. Sostengo la Magistratura e, tranne prove contrarie, ne rispetto le decisioni. Considero, pertanto, caricaturale il tentativo gravemente in campo di adombrare chissà quali sospetti di complotti e manovre sotterranee di poteri forti. Mancano solo le toghe rosse e il quadro è completo.
Ritengo irricevibile inoltre il palese e volgare tentativo di capovolgere la realtà facendo passare per cattivi i denunzianti, la magistratura, certa stampa e per buoni, perseguitati e da beatificare i denunziati. Questa rappresentazione e non è da società civile e non fa onore a chiunque la alimenti.
Torno, pertanto, a sostenere la proposta avanzata dal segretario provinciale del Pd Alessio Lo Giudice di azzerare la giunta comunale. Atto politico fondamentale non per confessare una indistinta responsabilità ma perché la città merita un chiaro segnale di consapevolezza della gravità della situazione. Penso, inoltre, per identiche e altre ragioni, sia necessario scegliere di azzerare pure gli altri incarichi istituzionali e politici dell’attività comunale (Presidenza del consiglio, Capogruppo Pd e Presidenza delle commissioni). Anche per testimoniare la volontà vera e seria di volersi mettere in discussione in una fase davvero complicata e delicata.
C’è un solco che rischia di scavarsi profondo e gravissimo con la città che si chiama questione morale. O si affronta e governa o la si subisce.
Per quanto riguarda, infine, gli attenti osservatori delle vicende politiche interne al Pd li voglio tranquillizzare o preoccupare non so: la Sinistra Riformista discute sempre e senza remore, manteniamo pure sensibilità e articolazioni talvolta diverse ma sui punti fondamentali anche di questa fase confermiamo una posizione assolutamente unitaria: nei prossimi giorni l’intera area ribadirà con un comunicato a più firme la posizione della componente”.

Ultimo intervento quello del consigliere di Siracusa Democratica – UDC Alberto Palestro: “Dal 1978 al servizio dello Stato, come uomo delle Istituzioni, intendo condannare senza alcuna riserva o eccezione, ogni forma di violenza ed intimidazione verso chiunque ne sia destinatario, che voglia limitare il diritto democratico ad esprimere le proprie opinioni, posizioni o iniziative anche se non fossero condivise nel merito o nel metodo. Ancor più fermamente voglio affermare la speranza che gli organi investigativi preposti, con la Magistratura in testa, sulle quali occorre sempre riporre la massima ed incondizionata fiducia, riescano a risalire alle origini di ogni forma di violenza tipicamente mafiosa, per ristabilire le verità e i giusti equilibri di ogni posizione degli attori protagonisti di tutta la vita politico-amministrativa della nostra città. Dissociarsi da ogni azione intimidatoria criminale deve rappresentare per tutti i cittadini onesti una priorità assoluta che deve essere alla radice di ognuno di noi. Mai come in questo delicato momento, occorre avere senso delle istituzioni ed essere associati in un unico grido:
“ LA LEGALITA’ AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO” .

Per quello che conta, ancora una volta, la nostra redazione è vicina alla famiglia della consigliera Princiotta.

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