L’associazione “Nuovi Segni” inaugura una nuova stagione culturale

“Il rapporto tra tradizione, comunità ed innovazione” nella società di oggi”. E’ questo il tema cardine al centro dei tre incontri promossi dall’associazione culturale “Nuovi Segni”, un’organizzazione no profit creata ad hoc da un gruppo di studiosi e coordinata dal semiologo Salvatore Sequenzia.

Un quesito di fondo ha contribuito alla nascita di questo affascinante progetto culturale messo in piedi da “menti raffinate”: quello di recuperare l’identità sociale, a tratti perduta, di ogni territorio. Cosa vuol dire affrontare il tema dell’identità sociale, che è identità collettiva? Come asseriva Seyla Benhabib, professore alla facoltà di scienze politiche dell’Università di Yale, affrontare il tema dell’identità sociale vuol dire accostarsi ad “un orizzonte che si allontana ogniqualvolta si tenta di avvicinarlo”. Anche nel linguaggio comune non è facile rintracciare una definizione condivisa di “identità” nonostante questa parola si trovi al centro del discorso sociale e politico.

Anche Robert Putnam, professore emerito alla facoltà di scienze politiche di Harvard, nella sua articolazione del concetto di “capitale sociale”, ci disse che: “bisogna comunque riconoscere che un’identità ben strutturata ha un duplice fondamento. Intanto, un saldo legame localistico, un senso del ‘noi’ che tende necessariamente a escludere ‘loro’ – capitale sociale bonding lo chiamano gli studiosi, ‘che lega’. Ma poi questa tendenza includente si deve accompagnare alla costruzione di relazioni verso l’esterno, il capitale sociale bridging, che tende ad includere, ad allargare i confini del ‘noi’.

Anche gli studiosi del nostro territorio, coordinati dal professore Salvatore Sequenzia, sulla scia di questi grandi luminari del dibattito contemporaneo, si sono prefissi un duplice scopo:

1)  studiare in maniera critica i fenomeni della contemporaneità attraverso un approccio olistico per trarne idee, strumenti e modelli di ricerca.

2) utilizzare i risultati raggiunti per recuperare l’identità sociali dei luoghi da donare alle future generazioni (tradizioni, consuetudini e memorie).

Sabato 18 giugno, alle ore 18:30, nella meravigliosa cornice del cortile di palazzo Raeli (sede della galleria civica d’arte contemporanea) a Floridia, il prof. Salvatore Sequenzia aprirà il ciclo di incontri. Il titolo del primo incontro è: “Conversazione su Epico Caotico” di Giuseppe Frazzetto. L’evento, patrocinato dal comune di Floridia, è realizzato in sinergia con il museo etnografico “N. Bruno” ed il “Centro Studi Xiridia”. Il sindaco Orazio Scalorino e l’assessore alla cultura, Mario Bonanno, porteranno i loro saluti.

Grande soddisfazione è stata espressa da Cetty Bruno, direttrice del museo “N. Bruno”, che si è così espressa: “

“Il museo etnografico ed il ‘Centro studi Xiridia’ hanno raccolto la sfida di confrontarsi con tematiche come quella sul ‘ruolo dei media digitali nella società di oggi’, convinti che, solo accogliendo e interpretando gli stimoli e le tensioni in atto, si possa vivificare la tradizione, intesa come prezioso strumento di sviluppo.

In tal senso, il pregevole lavoro del prof. Frazzetto, nel quale per la prima volta la teoria dei media viene interpretata in chiave etica per le influenze e le ricadute che i dispositivi digitali hanno sulla nostra formazione e sulla nostra stessa vita individuale e collettiva, insegna come oggi sia indispensabile ‘fare sistema’ e realizzare reti di scambi di esperienze, di risorse e di competenze per meglio incidere nel territorio di riferimento.

Ritengo, che le riflessioni teoriche formulate da Frazzetto, pur orientate sul mondo delle tecnologie, siano molto importanti dal punto di vista metodologico per una loro applicazione all’interno della rete museale iblea, del sistema turistico locale, del Gal e dei vari patti territoriali. Infatti, solo instaurando connessioni, mescolanze e sinergie si possono conseguire obiettivi diffusi e diversi, migliorando e diversificando l’offerta di servizi e venendo incontro alle attese sempre più eterogenee della comunità globale e locale, che ormai comunica e orienta le proprie decisioni attraverso la mediazione digitale. La tradizione deve innestarsi sulla innovazione, riempiendo di valori e di memoria i nuovi linguaggi. E’ questa la sfida che oggi i beni culturali devono intraprendere per venire incontro alle istanze di sviluppo del territorio e, soprattutto, a una domanda di senso della comunità”.

Il semiologo Sequenzia, uno dei grandi artefici delle iniziative culturali volte al recupero dell’identità collettiva, ha parlato anche dei successi incontri. Queste le sue parole:”Le conversazioni successive, secondo lo statuto ‘itinerante’ di Nuovi Segni, si svolgeranno a Solarino e a Palazzolo Acreide: a Solarino con una conversazione sulla ‘Forma- Stato’, riguardante il referendum costituzionale alla quale parteciperanno costituzionalisti e filosofi del diritto; a Palazzolo con una conversazione sulle trame e le connessioni tra architettura e territorio, con la presenza dell’urbaneuta Giuseppe Scalora e di altri studiosi di urbanistica”.

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