Terzo Settore: approvato in Senato il ddl di riforma

Terzo Settore, approvato in Senato il ddl di riforma

Terzo Settore, i dati statistici e il ddl di riforma nel primo articolo della nuova rubrica di Siracusa-online dedicata al no profit e al volontariato.

Di che cosa parliamo, quando facciamo riferimento al Terzo Settore?

Associazionismo, enti no profit, volontariato: il concetto astratto della solidarietà che si fa persona, comunità, azione concreta. È la galassia, in continua crescita ed evoluzione, del no profit, delle tante organizzazioni private che erogano servizi di utilità pubblica e sociale. Lo definiamo Terzo Settore perché si colloca esattamente a metà tra lo Stato, con le sue istituzioni pubbliche, e la Business Community, ovvero le imprese e il mercato, e a esse si aggiunge – supplendone, a volte, le mancanze – secondo una logica non di esclusione ma di integrazione.

La legge 1/2004, all’articolo 11, definisce il Terzo Settore come l’insieme di soggetti attivi della rete integrata degli interventi e servizi sociali, per il proprio ambito di competenza e nell’ambito della programmazione regionale e locale, le seguenti organizzazioni afferenti al terzo settore. Si tratta di organizzazioni di volontariato; cooperative sociali; organismi non lucrativi di utilità sociale; associazioni ed enti di promozione sociale; organismi della cooperazione; società di mutuo soccorso; fondazioni; enti di patronato; altri soggetti privati non aventi scopo di lucro.

Senza il crescente contributo del Terzo Settore, l’Italia non avrebbe il livello di welfare che ha oggi. I dati raccolti nel Rapporto I. t. a. l. i. a.  –  Geografie del nuovo made in Italy (redatto da Unioncamere, Fondazione Edison, Fondazione Symbola e Aiccon) descrivono un settore composito e dinamico, nell’ambito del quale operano associazioni, comitati, fondazioni e cooperative sociali: nello specifico, 301.191 istituzioni, 269.353 associazioni e 6 mila fondazioni. Sono 681.000 gli addetti, 271.000 i lavoratori esterni e 5.000 i lavoratori temporanei. I volontari, vera spina dorsale del no profit, sono 4,7 milioni. Il contributo, in termini economici, è pari al 3,4% del PIL (64 milioni di euro).

I numeri del Terzo Settore in Sicilia

La mappatura del Terzo Settore in Sicilia, condotta tra il 2014 e il 2015 dai Centri di Servizi per il Volontariato per delineare i contorni del no profit isolano, ha rivelato circa 2.200 realtà sparse per l’isola, intorno alle quali ruota un universo di 131.837 soci, 23.054 soci volontari e quasi duemila giovani del servizio civile. Si tratta di realtà che agiscono prevalentemente a livello locale e comunale e in tre principali settori di attività: assistenza sociale e protezione civile; cultura, sport e ricreazione; sanità. Sono organizzazioni aperte al pubblico ed erogano, quindi, i propri servizi non solo ai soci ma a tutti coloro che li richiedono pur non essendo iscritti. La maggior parte delle organizzazioni di volontariato siciliane hanno, di norma, una struttura economico-organizzativa modesta e si finanzia attraverso raccolta fondi (21%) e 5×1000 (47%). Per quanto riguarda la capacità di connettersi e cooperare con altre enti, solo 651 (55,7%) su 1.168 intrattengono rapporti di collaborazione con altre organizzazioni di volontariato.

La riforma del Terzo Settore

Il 9 aprile 2016 il Senato ha approvato il disegno di legge che dovrebbe dare un nuovo volto al Terzo Settore in Italia, un intervento legislativo atteso, promesso dal governo Renzi due anni fa, che ha trovato la sua strada in Parlamento solo dopo un iter lungo e complicato. Tre le parole chiave: specificità, agevolazioni, semplificazione. Un tentativo di mettere ordine nel coacervo di norme e regolamenti spesso in contraddizione tra di loro per rimodulare il settore in maniera più chiara e omogenea, evitando disparità di trattamento, soprattutto in tema di facilitazioni o esclusioni, semplificando le procedure per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, la normativa di settore, gli spetti legati alla fiscalità.

Il Terzo Settore, da macro categoria astratta, assume contorni giuridici più definiti e riconoscibili, sostanziati una volta per tutte dal legislatore nella chiara indicazione dell’oggetto e delle finalità di ente di terzo settore.

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