La parola ai lettori: “Il CARA a Melilli schiaffo alla volontà popolare”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata al direttore da parte di Pietro Paolo Messina, dirigente di Forza Nuova Siracusa, sul tema scottante della creazione di un centro CARA per richiedenti asilo in procinto di aprire a Melilli.

Forza Nuova si era già espressa alcuni mesi fa, dopo il primo annuncio dell’apertura di un centro d’accoglienza per immigrati a Città Giardino, frazione del comune di Melilli, opponendosi con parole dure a ciò che, senza mezzi termini, avevamo definito come un volgare business.

Oggi il Comune di Melilli dice che il centro sì farà e lo dichiara con i toni di una sentenza inappellabile che, per l’interesse di pochi, calpesta la volontà dei residenti. Ogni decisione dall’alto che ignora la realtà del territorio finisce per non vedere, oltraggiandone la dignità, quei drammi quotidiani che il medesimo territorio vive giorno per giorno.

Durante gli ultimi sei mesi, ci siamo occupati di un dramma che, ormai da anni, sta continuando a vivere una famiglia italiana di Villasmundo, un’altra frazione del comune di Melilli. Ad agosto riceviamo una richiesta d’aiuto da parte del figlio di due coniugi che vivono con tantissimo coraggio e dignità le difficoltà dovute ad una grave malattia, alla disoccupazione e alla perdita di una casa, dovuta alla truffa subita da una cooperativa che ha preso i loro soldi ed è fallita senza aver risarcito soci e creditori. Questa famiglia, con la quale intratteniamo periodici rapporti e che abbiamo talvolta aiutato materialmente con quel poco che le nostre forze ci hanno permesso di fare, si è sempre vista chiudere le porte in faccia da quelle stesse istituzioni, da quello stesso Comune e anche dalla stessa Chiesa che oggi difendono a spada tratta l’accoglienza ed il mantenimento di tanti stranieri per i quali i soldi, gli alloggi, i servizi, le cure, l’assistenza sociale ci sono sempre.

Il figlio più piccolo fa tutti i lavori che riesce a trovare ed ha pure il tempo e la voglia di dedicarsi al volontariato in Protezione Civile, ed è lì che si è trovato persino a dare conforto ed un pasto ai clandestini sbarcati nei mesi scorsi ad Augusta, pur sapendo che a casa sua il frigo era vuoto. Facile immaginare i sentimenti contrastanti che in quei momenti questo ragazzo ha vissuto nel suo cuore, ammirevole il suo disinteresse, così come sono offensive l’indifferenza colpevole e l’ingiustizia palese da parte delle istituzioni di fronte a tutto questo.

L’italiano è coraggioso ed altruista, ma è abbandonato dalle sue stesse istituzioni. E’ oltraggiato, umiliato, orfano di uno Stato che ha smesso di essere padre per scegliere di essere solo padrone. Il male e le offese fatte, il razzismo contro gli italiani, l’indifferenza verso chi soffre a due passi da te non potranno che essere ricambiati, oggi con la lontananza dalle istituzioni, domani con la lotta per buttarle giù dai loro piedistalli.

N.B.: “La parola ai lettori” è uno spazio aperto in cui ognuno può scrivere per manifestare un’idea o portare una testimonianza diretta. Resta inteso che la redazione non è responsabile né interviene nel merito di quanto scritto dai lettori. E’ sempre possibile la pubblicazione di eventuali risposte o rettifiche.

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